Imposta Immobiliare Semplice

Con la Legge Provinciale 30 dicembre 2014, n. 14, è stata istituita dalla Provincia Autonoma di Trento l'Imposta Immobiliare Semplice (IM.I.S.), che sostituisce l’Imposta municipale propria (I.MU.P.) e la Tassa per i servizi indivisibili (TA.S.I.).

La nuova imposta è entrata in vigore dal 1 gennaio 2015.

Con Decredo del Commissario straordinario n. 79 del 30.03.2015 e s.m. è stato approvato il Regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta, mentre con Delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 16.01.2018 sono state approvate le aliquote e le detrazioni per l'anno 2018, che rimangono valide anche per l'anno 2019.

Chi paga

L'IMIS deve essere pagata dal proprietario (o titolare di altro diritto reale) di fabbricati e di aree fabbricabili, definite tali dallo strumento urbanistico generale del Comune. Con riferimento a queste ultime, sono oggetto di imposta anche quelle appartenenti a coltivatori diretti o a imprenditori agricoli a titolo principale.

Quando si versa

L'IMIS va pagata in due rate: l'acconto, pari all'importo dovuto per il primo semestre, entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata. Se l'importo della prima rata è inferiore a 15,00 euro, il versamento può essere effettuato in unica soluzione entro il 16 dicembre; se l'importo dovuto per l'intero anno è inferiore a 15,00 euro, l'imposta non è dovuta.

Come si determina il valore degli immobili

Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto i seguenti moltiplicatori:

  • 168 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale A/10, e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
  • 147 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 84 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
  • 68,25 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 57,75 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

A differenza di quanto avveniva per ICI e IMUP, i coefficienti sopra riportati tengono già conto della rivalutazione del 5% della rendita catastale.

Esempio: A/2 rendita catastale € 500,00 x 168 = imponibile IMIS € 84.000

Per le aree fabbricabili il valore è costituito da quello venale in comune commercio (valore di mercato) al 1° gennaio di ogni periodo d'imposta.
Per area fabbricabile s'intende l'area utilizzabile a qualsiasi scopo edificatorio, in base allo strumento urbanistico generale comunale. 

Sono assimilate ad area edificabile le seguenti fattispecie:

  • i fabbricati iscritti catastalmente nelle categorie F/3 e F/4, in attesa dell'accatastamento definitivo;
  • i fabbricati oggetto di demolizione e/o interventi di recupero;
  • le aree, comunque qualificate dagli strumenti urbanistici comunali, durante l'effettuazione dei lavori di edificazione, indipendentemente dalla tipologie dei fabbricati realizzati.

Aliquote, detrazioni e deduzioni

TIPOLOGIA DI IMMOBILE ALIQUOTA DETRAZIONE D’IMPOSTA DEDUZIONE D’IMPONIBILE *
Abitazione principale e assimilate e relative pertinenze 0,000 %    
Abitazione principale cat. A1, A8 e A9 e relative pertinenze 0,350 % €  298,08  
Abitazione concessa in uso gratuito a parente o affine in linea retta di primo grado 0,350 %    
Altri fabbricati ad uso abitativo e relative pertinenze e fabbricati non ricopresi nelle altre fattispecie 0,895 %    
Fabbricati ad uso non abitativo categorie catastali A/10, C/1, C/3 e D2 0,550 %    
Fabbricati iscritti nella categoria catastale D1 con rendita inferiore o uguale ad € 75.000,00 0,550 %    
Fabbricati iscritti nelle categorie catastali D7 e D8 con rendita inferiore o uguale ad € 50.000,00= 0,550 %    
Fabbricati iscritti nelle categorie catastali D3, D4, D5, D6 e D9 0,700 %    
Fabbricati iscritti nella categoria catastale D1 con rendita superiore ad € 75.000,00 0,900 %    
Fabbricati iscritti nelle categorie catastali D7 e D8 con rendita superiore ad € 50.000,00 0,700 %    
Fabbricati strumentali all’attività agricola con rendita catastale uguale o inferiore ad € 25.000,00 0,000 %    
Fabbricati strumentali all’attività agricola con rendita catastale superiore ad € 25.000,00 0,200 %   €  1.500,00
Aree edificabili, fattispecie assimilate e altri immobili non compresi nelle categorie precedenti 0,795 %    

*La deduzione spetta per ogni singolo fabbricato strumentale all'attività agricola nell’importo di € 1.500,00 e va detratta dalla rendita catastale.

Come si calcola

L'imposta dovuta per l'anno 2018 è determinata applicando al valore del fabbricato e dell'area fabbricabile, le aliquote, detrazioni e deduzioni riportate nella tabella soprastante, secondo la tipologia di immobile.

Abitazione principale e pertinenze

Per abitazione principale s'intende il fabbricato, nel quale il possessore e il suo nucleo famigliare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Se i componenti del nucleo famigliare hanno stabilito la residenza anagrafica in immobili diversi, il trattamento agevolato previsto per l'abitazione principale si applica ad un solo immobile.

Come pertinenze dell'abitazione principale, vengono considerati esclusivamente i fabbricati classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di due unità.

Sono assimilati all'abitazione principale:

  • L’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà, usufrutto o diritto di abitazione da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. L’assimilazione si applica anche alle eventuali pertinenze nella misura massima di due unità complessive classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 o C/7.
  • L’unica unità immobiliare abitativa posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, e che abbiano maturato nel paese di residenza il diritto alla pensione, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso
  • le unità immobiliari possedute dalle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, e le relative pertinenze;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • il fabbricato abitativo assegnato al genitore cui un provvedimento giudiziale ha riconosciuto l'affidamento dei figli, dove questi fissa la dimora abituale e la residenza anagrafica;
  • il fabbricato posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle forze armate (ordinamento militare, polizia…), per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;

Aliquota agevolata per comodato 

Ai sensi dell’art. 5, comma 4, del Regolamento comunale è stata  deliberata un’aliquota agevolata per l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale e che in essa pongono la residenza anagrafica e la dimora abituale, nonché agli affini entro il medesimo grado. L’agevolazione è fissata per un solo fabbricato abitativo, e la sua individuazione deve essere effettuata, a pena di decadenza, con la comunicazione di cui al comma 2 del medesimo articolo. L’agevolazione si applica anche alle eventuali pertinenze nella misura massima di due unità complessive classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 o C/7.

Casi particolari

Fabbricati di interesse storico-artistico: il vincolo di tutela deve essere riconosciuto ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
Il valore imponibile su cui calcolare l'imposta è ridotto al 50 %.

Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati: l’inagibilità o inabitabilità degli immobili può essere dichiarata se viene accertata la concomitanza delle seguenti condizioni:

  1. gravi carenze statiche ove si accerti la presenza di gravi lesioni statiche delle strutture verticali (pilastri o murature perimetrali) e/o orizzontali (solai) ovvero delle scale o del tetto, con pericolo potenziale di crollo dell’edificio o di parte di esso anche per cause esterne concomitanti;
  2. gravi carenze igienico sanitarie. Tale requisito non ricorre se per l’eliminazione delle carenze igienico sanitarie comunque rilevabili è sufficiente un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria così come definito dalla normativa vigente in materia urbanistico– edilizia (art. 77 della legge provinciale n. 22 del 1991).

Il valore imponibile su cui calcolare l'imposta è ridotto al 50 %.

Le due riduzioni non sono cumulabili.

Come si versa

L'IMIS va versata utilizzando il modello F24, presso qualsiasi sportello bancario o postale.

Il pagamento dell'imposta deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

I versamenti non devono essere eseguiti quando l'importo risulta inferiore a € 15,00.

Nel caso in cui il contribuente versi l'imposta seguendo il conteggio spedito dal Comune, non si rendono applicabili, in fase di accertamento, le sanzioni relative all'omesso o infedele versamento. Questo principio non si applica nel caso in cui l'errore nel calcolo dell'imposta discenda da comportamento non corretto del contribuente. A titolo di esempio, non esaustivo, rientrano i seguenti casi:

  1. tra la data indicata nel conteggio e la scadenza di versamento, muta il quadro degli immobili posseduti dal contribuente;
  2. tra la data indicata nel conteggio e la scadenza di versamento, cambiano gli elementi soggettivi influenti sul calcolo dell'imposta (es. modica della residenza);
  3. il quadro catastale rilevato dal Comune è irregolare per omesse variazioni obbligatorie del contribuente, rispetto agli obblighi tavolari e catastali.

In tutti i casi sopra riportati, spetta al contribuente stesso ricalcolare l'imposta dovuta ovvero contattare immediatamente l'Ufficio Tributi per la segnalazione ed il ricalcolo.

Cosa succede se non si è ricevuto il modello precompilato?

Il modello precompilato è uno strumento previsto al fine esclusivo di aiutare il cittadino nel pagamento dell’imposta. Il mancato ricevimento dello stesso non libera il contribuente dal versamento di quanto dovuto. E’ opportuno che il cittadino ne segnali al Comune il mancato ricevimento, al fine di individuare la causa del disservizio.

Portale IMIS Consorzio dei Comuni Trentini

Calcolatore IMIS

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Valori di riferimento aree fabbricabili
File valori_aree_imis.pdf (29,71 kB)

Scadenza saldo IM.I.S. 2019

  • Si ricorda che il 16 dicembre scade il termine per il versamento del saldo IM.I.S. 2019. L'Ufficio tributi ha provveduto all'invio dei conteggi e del mod. F24 precompilato. Maggiori informazioni sono pubblicate nella sezione IM.I.S. del sito.

  • 28/11/2019

Giovedì, 14 Maggio 2015 - Ultima modifica: Lunedì, 06 Maggio 2019

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